domenica, dicembre 24, 2006
A TUTTI I LETTORI DI QUESTO BLOG, TANTI AUGURI DI BUON NATALE!

 
posted by Alex at 7:44 PM | 1 comments
venerdì, dicembre 22, 2006
Sarà l'aria che si respira per le strade, sarà che ormai è diventata una festa prettamente consumistica, sarà che non c'è più quell'atmosfera calda che lo contraddistingueva. Sarà, ma il Natale non lo stò percependo più come prima. Trovare lo spirito adatto per affrontare le feste sta diventando difficile. Più si cresce e più si ha questa strana sensazione.
E' vero. I miei occhi vedono la mia città in fermento, negozi presi d'assalto, vie illuminate e piazze addobbate: ma che ci posso fare? Quest'anno non percepisco quella magia...e non è una bella cosa. Personalmente, quest'anno passerò la vigilia con i miei parenti, nel classico cenone a base di pesce e risate. Ma il pensiero và anche a quelle persone che non possono permettersi tutto ciò.
E quindi vorrei sottolineare l'iniziativa che la mia Provincia (grazie all'idea di Elisabetta De Marco, delegata per l'associazionismo e volontariato) sta preparando per il 25.
"Natale nel cuore", è un pranzo a favore dei meno abbienti, dei meno fortunati. Questo genere di cose, rende speciale questo giorno e fà riassaporare quel gusto natalizio, a base di solidarietà e beneficienza.
E tu? Come passi questo Natale?
 
posted by Alex at 1:14 PM | 0 comments
sabato, dicembre 16, 2006
Ho sempre ascoltato ed ammirato i Queen e la loro innovativa ed emozionante musica.
Bryan May, John Deacon e Roger Taylor sono dei grandi musicisti, tra i migliori al mondo.
Ma parliamoci chiaro, i Queen erano soprattutto Freddie Mercury. Lui era il front-man del gruppo, ma rappresentava qualcosa di più. La sua inimitabile verve sul palco, il suo menefreghismo per il suo essere cosi' diverso, sui costanti giudizi di persone, politici ed istituzioni, le sue continue provocazioni ed il suo talento estremo, l'hanno reso una leggenda.
Qualche giorno fà sono andato ad Earl's Court, a Logan Place, ovvero la via dove è sita la casa di Freddie Mercury. E' sera. Le mura di recinzione sono state ripulite dalle migliaia di scritte lasciate dai fans durante gli anni, l'atmosfera è silenziosa, quasi religiosa. C'è della cera sul marciapiede, probabilmente lasciata da qualche candela accesa durante la notte precedente. Le luci sono accese, c'è qualcuno dentro.

Trovarmi di fronte alla porta d'entrata di Garden Lodge è stata una sensazione particolare. Qui Faroohk Bulsara (questo il suo vero nome) ha vissuto per tanti anni e qui ha lasciato la sua anima, ricordata quotidianamente da decine di persone che si affacciano su questa via, solo per un saluto.

Sta di fatto che, ogni volta che ascolterò i Queen, da adesso in poi lo farò con spirito diverso. Freddie vive ancora nelle sue canzoni.
Vi lascio a queste sue ultime parole nella sua ultima intervista del 1991: "Non voglio cambiare il mondo, lascio che le canzoni che scrivo esprimano le mie sensazioni e i miei sentimenti. Per me la felicità è la cosa più importante e se sono felice il mio lavoro lo dimostra. Alla fine tutti gli errori e tutte le scuse sono da imputare solo a me. Mi piace pensare di essere stato solo me stesso e ora voglio soltanto avere la maggior quantità possibile di gioia e serenità, e immagazzinare quanta più vita riesco, per tutto il poco tempo che mi resta da vivere".
 
posted by Alex at 4:42 PM | 2 comments
lunedì, dicembre 11, 2006
Cosa c'è di meglio, direte voi, dell'odore della moca la mattina presto appena svegli? Un buon italiano medio, potrebbe rispondervi che il caffè senza la Gazzetta dello Sport ed un bel cornetto caldo non è niente. O che il caffè preso al bar ha un altro sapore. Bhè...devo dire che io NON sono un italiano medio.
Ogni qual volta mi affaccio fuori dall'Italia, cerco sempre di assaporare nuovi gusti e nuovi odori. Ed ogni volta che sono all'estero (Londra in primis), cerco sempre di imbattermi in uno Starbucks, la mia passione in quanto a caffè & co.
Si, lo sò...l'Italia è la patria del buon caffè espresso, del buon cappuccino e bla, bla, bla...
Ma Starbucks per me è come una droga. Vado pazzo per il caffè americano, per il cappuccino con il cacao e la vaniglia, per la cioccolata bollente servita nel classico bicchiere di cartone termico in stile take-away. Insomma, sono uno Starbucks dipendente. Entrare in uno dei tanti locali della catena americana, per me significa entrare in un luogo accogliente, caldo e amichevole. Passare una mezz'oretta con gli amici il pomeriggio, sorseggiando caffè caldo accompagnato da un ottima cheese cake, è sempre un emozione non da poco. Non sò se avete mai visto la serie tv "Friends", ma Starbucks mi ricorda tanto quel locale dove tutti i protagonisti si ritrovavano per passare del tempo insieme.
A Londra ed in tutto il Regno Unito, c'hanno provato in tanti ad imitarlo. A cominciare dal famoso Caffè Nero, catena massicciamente presente nella città inglese dal 1997, ispirata chiaramente dalla tradizione italiana.
Aprire uno Starbucks in Italia, sarebbe un'ipotesi affascinante ma alquanto imprevedibile. Non sò fino a che punto la patria dei bar e del caffè espresso, sarebbe pronta ad un passo del genere.
Non ci resta che aspettare.....nel frattempo ci bevo su, ed immergo metà faccia nella mia bella tazzona targata.....Starbucks.
 
posted by Alex at 10:15 PM | 8 comments
giovedì, dicembre 07, 2006
Non avete visto nessun post in questi ultimi giorni e c'è naturalmente un motivo.
Sono volato a Londra, a trovare la mia bella ed immensa città. Da domani inizierò di nuovo a scrivere, con la capitale inglese sempre più nel cuore.
Cheers!
 
posted by Alex at 11:11 PM | 1 comments